Siete in cerca di arte, cultura e svago? Ecco le più belle case museo a Milano da visitare assolutamente.

Credits: casemuseo.it

Non solo musei: le case museo sono storiche dimore dove hanno abitato pittori, poeti e scrittori di fama nazionale e che, oggi, grazie all’impegno delle rispettive famiglie e Fondazioni, sono diventate veri e proprio contenitori dove ammirare le opere di questi artisti e respirare l’atmosfera in cui hanno vissuto. Ma quali sono le case museo a Milano da visitare assolutamente?

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Case Museo a Milano: Casa Museo Boschi Di Stefano

La storica dimora Boschi Di Stefano fu donata al Comune di Milano nel 1974 e aperta al pubblico nel 2003. Nella casa, un tempo abitata dai coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968), sono esposte circa trecento opere, una selezione dell’ampia collezione dei coniugi, che ne conta più di duemila.

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La collezione rappresenta una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del XX secolo – comprendente pitture, sculture e disegni – dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni Sessanta. Grazie al patrocinio del Comune di Milano, la dimora Boschi di Stefano è visitabile gratuitamente.

CASA MUSEO BOSCHI DI STEFANO. Via G. Jan, 15.

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Case Museo a Milano: Museo Bagatti Valsecchi

Il Museo Bagatti Valsecchi è una casa museo frutto di una straordinaria vicenda collezionistica di fine Ottocento; protagonisti due fratelli – i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi – i quali decisero di ristrutturare in stile neo rinascimentale la dimora di famiglia nel cuore di Milano e di raccogliervi una ricca collezione di opere d’arte e manufatti quattro – cinquecenteschi. Aperta al pubblico dal 1994, la dimora di Fausto e Giuseppe, è oggi una casa museo di grande fascino.

MUSEO BAGATTI VALSECCHI. Via Gesù, 5.

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Case Museo a Milano: Villa Necchi Campiglio

Immersa in un ampio giardino privato con piscina e campo da tennis nel centro di Milano, Villa Necchi Campiglio venne completata nel 1935. Il progetto fu dell’architetto Piero Portaluppi, su incarico della famiglia Necchi Campiglio, membri della ricca ed elegante borghesia industriale della Milano anni Trenta. La disposizione degli spazi interni risponde alla divisione tradizionale delle dimore nobiliari: area giorno al primo piano, stanze da letto al piano superiore, stanze di servizio nel sottotetto e sale da gioco nel seminterrato, insieme agli spogliatoi e bagni per la piscina.

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La famiglia Necchi Campiglio volle tuttavia allontanarsi dalla tradizione dell’epoca, prevedendo ampie zone destinate al ricevimento degli ospiti e alla socialità: la Sala da pranzo, il Fumoir, la Biblioteca e il Salone. Nel secondo dopoguerra la Villa fu interessata dall’intervento di riallestimento dell’architetto Tomaso Buzzi, che addolcì la linearità dello stile di Portaluppi inserendo elementi d’arredo ispirati al Settecento e in particolare allo stile Luigi XV.

VILLA NECCHI CAMPIGLIO. Via Mozart, 14.

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